Dic 21 2010

La Ricerca e Sviluppo ICT in Italia: un convegno per fare il punto

Pubblicato da Carlo Reggiani su ICT

Il collega Ivan Pernigo ha partecipato, a nome della Commissione ICT dell’Ordine di Verona, al convegno organizzato dall’Anitec (Associazione Nazionale Industrie Informatica, Telecomunicazioni ed Elettronica di consumo) lo scorso 30/11/2010. Anticipiamo la sua relazione, che sarà prossimamente pubblicata anche sul Giornale Dell’Ordine.

 

 

La Ricerca e Sviluppo ICT in Italia:
una nuova partnership tra Università, Industria e Sistema Finanziario per competere dopo la crisi.

Il convegno organizzato il 30 Novembre 2010 da Anitec (Associazione Nazionale Industrie Informatica, Telecomunicazioni ed Elettronica di consumo), aderente a Confindustria Anie, aveva lo scopo di mettere a confronto le realtà industriali operanti in ambito ICT presenti sul erritorio Italiano con il mondo della ricerca universitaria e PA Italiana.

Il tema del dibattito e del confronto è stato incentrato su come trovare le sinergie per competere a livello globale con i paesi emergenti anche in ambito “Ricerca e Sviluppo” (R&S).
Dato per assodato, infatti, che ormai tutta o quasi la produzione industriale di apparecchiature Telco ed Elettroniche è localizzata in Estremo Oriente, la sfida attuale è quella di trovare un modo di continuare a fare R&S in Italia e a mantenere le eccellenze in questo ambito nel nostro paese.

Gli interventi dei relatori delle grosse realtà ICT operanti in Italia sono stati mirati a sottolineare quest’aspetto importante: nonostante Ericsson, Nokia-Siemens Network, Alcatel-Lucent, Cisco, ecc.. siano multinazionali con sedi di R&S in tutto il mondo, i centri presenti in Italia costituiscono, ad oggi, centri d’eccellenza per competenza, produttività e capacita.

Il problema reale è il costo che questi centri rappresentano per le multinazionali. Cina e India (ma non solo) ormai posso competere sul piano delle capacità e del know how dei loro ingegneri ma noi non possiamo competere con loro per quanto riguarda i costi, anche della R&S.

E’ chiaro che a rischiare non sono solo i colleghi ingegneri che fanno ricerca per queste grosse multinazionali ma anche tutto l’indotto di PMI che lavorano come partner/fornitori.
L’industria italiana fornitrice di tecnologie ICT ha generato a fine 2009 un fatturato aggregato di 9,2 miliardi di euro, contando su 40.000 addetti.

La chiave di volta per fare in modo che la ricerca ICT continui ad essere fatta in Italia sembra essere stata individuata (da qualche tempo per altro) nelle politiche della comunità Europea in materia.

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Ott 17 2010

Replica di Rolando al discorso dei giovani

Pubblicato da mfantinati su Mondoingegneri

 

Purtoppo il presidente Rolando ha completamente travisato l’intervento dei giovani chiamando Beatrice Benelli (la lettrice ) “ragazza”; non è una ragazza ma una collega, è proprio questo che i giovani non vogliono, ed è proprio per questa ragione che vengono trattati con sufficienza dai colleghi senior, mandati a fare lavori dequalificanti e sottopagati. Se una volta la situazione era tollerata perchè dopo la gavetta all’ingegnere venivano ampiamente ripagati gli sforzi iniziali, ora non è più così. Non solo Rolando continua dicendo che non è possibile assumerci tutti. Nessuno ha chiesto l’assunzione ma tutti abbiamo chiesto di tutelare il “libero professionista economicamente dipendente”. Ha concluso dicendo che si dovrebbe pagare poco giovani ingegneri (come fa lui nel suo studio) ma dare a loro parte dei proventi dello studio. Ritengo che il rischio imprenditoriale debba essere sobbarcato dall’imprenditore non dai sui “dipendenti”. Se un cliente non paga lo studio devono rimetterci i giovani progettisti che vengono pagati 1000 euro al mese???? 

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Ott 12 2010

I giovani a Torino

Pubblicato da mfantinati su Giovani

 

Intervento dei giovani ingegneri a Torino, in 4 anni ci hanno dato 10 minuti per parlare e ci siamo fatti sentire!!!

A breve il commento del presidente del CNI Rolando

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