Mag
04
2010
In questi giorni sono arrabbiato e sconvolto per le notizie riguardanti la perdita di petrolio che provengono dagli Stati Uniti, anche perchè amo molto gli animali e c’è da temere un disastro ecologico. La domanda è: si poteva prevenite e si potevano quanto meno ridurre gli effetti? La risposta è sì: sarebbe bastato scavare un pozzo laterale a quello di estrazione al momento della trivellazione di quest’ultimo, con una spesa in più di non oltre il 10%, un pozzo leggermente sghembo che intercettasse quello principale per poter quanto meno intervenire. Infatti, adesso si sarebbero potute scaricare tonnellate di miscele bicomponente o tricomponente in jet-grouting, opportunamente additivate con gunite, per, perlomeno, ridurre l’ingente quantità di petrolio che sta uscendo. Del resto, sono anni che molti stati ed associazioni ambientaliste si stanno battendo per avere delle petroliere sui mari con la doppia carena, elemento che impedirebbe il riversamento delle maree nere negli oceani, senza nessun effetto. I petrolieri procedono imperterriti sulla loro strada errata. L’idea, pensate, risale a Leonardo da Vinci. Lui era intelligente, l’uomo moderno no. Spero solamente che la British Petroleum paghi una bella penale per ciò che è accaduto, è l’unico modo per avere il rispetto di determinate condizioni di sicurezza. Chi sbaglia deve pagare molto, dopo, o prevenire, spendendo meno prima, attuando determinate misure di sicurezza.
Apr
12
2010
Prendo spunto da un fatto di cronaca (una ragazza di 15 anni morta a Roma) per discutere un po’ riguardo alle minicar. Questi mezzi, equiparati per legge ai motorini, possono essere guidati dai minori di 18 anni senza patente. Prima di tutto non dovrebbero superare i 45 km/h ma, di fatto, spesso vengono truccati, inoltre ciò che, come ingegnere, attira la mia attenzione sono i materiali con i quali è realizzato il telaio. Infatti, si impiegano delle semplici lamiere se non, addirittura, delle plastiche o la vetroresina a scapito della sicurezza degli occupanti e degli altri utenti della strada, proprio perchè tali veicoli non sono considerati automobili quando, invece, lo sono nella pratica. Credo, in più, che i ragazzi, credendosi maggiormente protetti rispetto al motorino, compiano manovre azzardate che sulle due ruote non praticherebbero. Il discorso dei telai si può estendere a quelli delle moderne automobili. Ho notato, in circa 20 anni, come gli acciai utilizzati, ‘ad alto stampaggio’, siano divenuti estremamente più deformabili, attraverso la diminuzione della percentuale di carbonio e l’aggiunta di altri elementi chimici, quali il vanadio, il niobio, il titanio, il nichel ed altri, i quali, non penalizzando troppo la resistenza meccanica, aumentano, appunto, le capacità deformative. Ciò da un lato permette di assorbire il colpo, evitando, per quanto possibile, capovolgimenti dei mezzi di trasporto ed eccessivi spostamenti dopo gli impatti, ma dall’altro implica un ripiegamento delle lamiere con possibili ferimenti, anche gravi o letali, per gli occupanti (quante volte alla televisione si sono viste automobili troppo accartocciate su sè stesse?) e maggiori problemi per le squadre di soccorso per estrarre le persone coinvolte. Io eseguo il raffronto rispetto a prima anche secondo la mia esperienza personale: mio padre ha posseduto, in passato, una FIAT 850 e ricordo che nemmeno urti di veicoli a 70-80 km/h l’hanno deformata più di tanto, invece è bastato un impatto a 50 km/h per la UNO perchè si accartocciasse come cartapesta molto sul davanti (e c’è stato, ovviamente, a suo tempo, anche un debito intervento sul motore, leggermente danneggiato). Dove arriveranno le case automobilistiche?
Mar
06
2010
I CONTROLLI NON DISTRUTTIVIHo visto lo speciale del GIornale dell’Ingegneri n. 4 dedicato ai controlli non distruttivi. Lo raccomando ai colleghi perchè è un dossier realizzato insieme all’associazione di categoria AINPD e dedicato al mondo dei controlli non distruttivi nei diversi ambiti: costruzioni, meccanico, chimico, e industriale in genere. Ci sono molti articoli e sono stati toccati sia gli aspetti normativi che disciplinano i diversi settori, che quelli più propriamente tecnici e applicativi. Particolare attenzione è stata dedicata ai metodi più innovativi che sono in fase di introduzione nel mercato o di diffusione.Il Dossier è coordinato dal collega Prof. Giovanni Pascale (univ. di Bologna): i miei migliori complimenti.Prof. Laurana