Archivio della categoria: 'Impianti'

Dic 11 2009

Macchina da guerra: l’ariete

Pubblicato da Puglisi su Meccanica

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Ed eccomi al secondo congegno d’offesa: l’ariete. Esso era una macchina da guerra molto semplice: consisteva in una grossa trave con un rivestimento metallico all’estremità, la quale era fatta cozzare contro una porta per aprirla od un muro per abbatterlo. L’ariete era chiamato così per l’evidente analogia con i cornuti omonimi animali, quando questi caricano per difesa o durante la stagione degli amori. I primi ad utilizzarlo furono gli Assiri intorno al IX-VIII secolo a.C., ma i veri maestri nel suo utilizzo furono, ancora una volta, i Romani, che lo impiegarono negli assedi per sfondare le porte delle città. Essi realizzarono anche arieti coperti (le famose testuggini) per proteggere gli uomini che li muovevano dal lancio di pietre, olio bollente od altre delizie di tal tipo. Furono costruiti anche arieti navali per abbattere i fianchi delle navi nemiche, sostituiti, ovviamente, successivamente dai cannoni.

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Dic 09 2009

Le macchine da guerra: la bricole

Pubblicato da Puglisi su Meccanica

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Con questo articolo voglio inaugurare una serie di ‘pillole’ riguardanti le antiche macchine da guerra, per dimostrare che l’uomo è da sempre, fin dal più remoto dei tempi, un ingegnere e che l’ingegneria nasce dai bisogni concreti dell’umanità, in questo caso dalla volontà di attaccare per avere territori migliori o da quella di difendersi. La prima macchina da guerra che desidero analizzare è la catapulta, in special modo la ‘bricole’, non perchè voi la possiate costruire per colpire il vicino del palazzo di fronte che vi mette lo stereo a tutto volume (in tal caso chiamate, piuttosto, i vigili urbani), ma perchè la giudico estremamente interessante, essendo una materializzazione fantastica della leva di primo genere che tutti abbiamo studiato in meccanica.

La catapulta fu la macchina da lancio per eccellenza, sferrava proiettili sfruttando l’elasticità di un braccio mobile deformato. Era costituita da un meccanismo per la carica, formato da cordami ritorti e da un braccio munito di un cucchiaio per contenere grosse pietre, bombe incendiarie od altro tipo di ‘regalini’ da spedire al nemico con affetto. Fra i primi popoli che la adoperarono con successo ci furono gli ingegnosi Romani, i quali la impiegarono per assedi campali ed operazioni d’attacco navali. La catapulta scomparve, ovviamente, con l’avvento dell’artiglieria, più efficace soprattutto in termini di danni procurati.

La bricole, in particolare, funzionava sfruttando la forza centrifuga, come la catapulta tradizionale. L’estremità inferiore del braccio mobile era appesantita da alcune rondello metalliche, mentre il proiettile (di solito un barile pieno di pezzi metallici o di materiale incendiario) era legato con una corda alla forca di lancio. Il braccio appesantito ruotava su se stesso e lanciava il proiettile contro il bersaglio. Per ricaricare la bricole dopo il colpo, si azionava una leva che, collegata alla forca mediante una corda, permetteva di abbassare il braccio per posizionare un nuovo proiettile.

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Nov 10 2009

Valori termici delle murature

Pubblicato da Puglisi su Termotecnici, Civile

Un breve articolo che chiarisce quale normativa UNI applicare per la deteminazione dei valori termici di progetto delle murature.

chiarimento-sullapplicaizone-della-uni-en-1745.pdf

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