Dic
23
2009
E sono alla quarta puntata del viaggio fra le macchine da guerra. Stavolta tocca al trébuchet, una macchina da guerra medievale di probabile origine cinese (sempre i cinesi di mezzo!), permetteva di lanciare proiettili da 100 kg per colpire bersagli distanti anche 200 m (veramente niente male!). Il trébuchet era composto da un lungo braccio fissato ad un contrappeso e da una rete nella quale venivano inserite le pallottole. Unici inconvenienti, il fatto che per effettuare un lancio occorresse una squadra di 50 persone e la scarsissima frequenza di tiro: appena 2 colpi sparati ogni ora!
Dic
15
2009
La terza puntata sulle macchine da guerra è dedicata al carro da guerra ed alla ruota. Quest’ultima è, ovviamente, l’invenzione cardine del sistema-carro. Le testimonianze archeologiche ci riferiscono che già intorno al 5000 a.C. l’avevano inventata i Sumeri, antico popolo che viveva nella pianura mesopotamica, in una serie di città-stato (Ur, Uruk, Lagash, Kish, Babel, Ninive). L’origine di una tale fondamentale scoperta non è chiara; io personalmente ho sempre creduto che il primo uomo che ne costruì una si ispirò alla rotondità del disco solare. Le prime ruote erano piene, e ciò le rendeva pesanti. Allora qualcuno escogitò di dotarle dei raggi, elementi che rendevano le ruote più leggere ed i mezzi immensamenti più veloci (in quanto c’era meno attrito col terreno). A quel punto, il passaggio ai carri da guerra fu semplice. Si abbassarono solamente gli assali per avere dei mezzi più stabili (grazie al minor momento di rotazione del complesso uomo-carro dovuto alla riduzione della distanza di questo dagli assali), in quanto i carri, in battaglia, procedevano ad una velocità nettamente superiore rispetto ai loro cugini utilizzati per il commercio. Il risultato fu che alcuni popoli elessero il carro da combattimento a base del loro modo di affrontare i nemici. Generalmente su un mezzo trainato da uno, due o più cavalli stavano il guidatore ed uno o due arcieri, e l’effetto era devastante. Fu così che gli Ittiti iniziarono la loro espansione politica e militare, arrivando a sfidare il superbo ed ambizioso faraone Ramses II nella famosa battaglia di Qadesh nel 1274 a.C., scontro che si concluse con un nulla di fatto (dunque gli Ittiti tennero testa ai più forti, sulla carta, Egizi) ed un trattato. Proprio questa battaglia è ricordata come quella nella quale il maggior numero di carri fu impiegato: circa 5000, poichè anche gli Egiziani utilizzarono il mezzo in questione. Tra l’altro, la nobiltà egizia si serviva dei carri anche quando cacciava. Dopo queste popolazioni, anche i Persiani ed i Macedoni usarono il carro da guerra. Proprio un macedone, Alessandro Magno, conquistò l’impero achemenide grazie alla falange macedone, ma anche grazie ai suoi veloci carri (battaglie del fiume Granico, di Isso e di Gaugamela - 333-331 a.C.). I Romani, ovviamente, siccome erano molto intelligenti, capirono che il carro era un’invenzione straordinaria e lo usarono molto migliorandolo. Abbassarono ulteriormente gli assali e si divertirono nei Circhi a vedere i mezzi in questione correre (vi ricordate il film Ben Hur con Charlton Eston?). Quello delle corse divenne uno svago irrinunciabile, alla pari delle lotte gladiatorie ed agli sport che oggi amiamo (in primis il calcio). I carri hanno, poi, svolto una funzione importantissima come mezzi da trasporto fino quasi ai giorni nostri (vi ricordate i pionieri de ‘Alla conquista del West’?): infatti, si utilizzarono ampiamente fino alla Seconda Guerra Mondiale (un mio bisnonno svolgeva, negli Anni Trenta, il mestiere del carrettiere). L’avvento delle automobili ha definitivamente soppiantato questo antico, ma efficace, mezzo di trasporto, di locomozione e di guerra.
Dic
11
2009

Ed eccomi al secondo congegno d’offesa: l’ariete. Esso era una macchina da guerra molto semplice: consisteva in una grossa trave con un rivestimento metallico all’estremità, la quale era fatta cozzare contro una porta per aprirla od un muro per abbatterlo. L’ariete era chiamato così per l’evidente analogia con i cornuti omonimi animali, quando questi caricano per difesa o durante la stagione degli amori. I primi ad utilizzarlo furono gli Assiri intorno al IX-VIII secolo a.C., ma i veri maestri nel suo utilizzo furono, ancora una volta, i Romani, che lo impiegarono negli assedi per sfondare le porte delle città. Essi realizzarono anche arieti coperti (le famose testuggini) per proteggere gli uomini che li muovevano dal lancio di pietre, olio bollente od altre delizie di tal tipo. Furono costruiti anche arieti navali per abbattere i fianchi delle navi nemiche, sostituiti, ovviamente, successivamente dai cannoni.