Archivio della categoria: 'Energia'

Mar 09 2010

L’obbligo delle rinnovabili slitta a gennaio 2011

Pubblicato da Puglisi su Energia

Mentre la Germania cavalca verso il 20% di energia rinnovabile sul totale (guardatevi la registrazione di ‘Presa diretta’ di domenica scorsa) ed il resto d’Europa investe nelle nuove tecnologie, in Italia c’è una notizia non certo bella: lo slittamento a gennaio 2001 dell’obbligo dell’utilizzo delle energie rinnovabili ai fini del rilascio del permesso di costruire. Il resoconto nell’articolo proveniente dal web.

“Il ddl di conversione del DL 194/2009 Milleproroghe approvato dal Senato sposta dal 1° gennaio 2010 al 1° gennaio 2011 la scadenza entro la quale, ai fini del rilascio del permesso di costruire, i regolamenti edilizi dovranno imporre, per i nuovi edifici, l’installazione di impianti da fonti rinnovabili.
La norma è stata introdotta dalla Finanziaria 2008, che ne fissava la scadenza per i Comuni al 1° gennaio 2009;  successivamente, la L. 14/2009, di conversione del DL 207/2008 “Milleproroghe”, l’ha differita al 1° gennaio 2010. 
 La norma modifica l’articolo 4, comma 1-bis, del Testo Unico dell’edilizia (Dpr 380/2001), prevedendo che nei regolamenti edilizi, ai fini del rilascio del permesso di costruire per gli edifici di nuova costruzione, sia prevista l’installazione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, in modo tale da garantire una produzione energetica non inferiore a 1 kW per ciascuna unità abitativa, compatibilmente con la realizzabilità tecnica dell’intervento. Per i fabbricati industriali, di estensione superficiale non inferiore a 100 metri quadrati, la produzione energetica minima è di 5 kW. Ora, probabilmente perché i Comuni tardano a mettersi in regola, la scadenza è stata ulteriormente prorogata al 1° gennaio 2011. Molti Comuni tuttavia, negli ultimi anni, lavorando nel solco delle normative nazionali e regionali, hanno adeguato i loro regolamenti edilizi, introducendo l’installazione di pannelli fotovoltaici e solari termici. In particolare, sono 406 su 557 i Comuni che presentano un Regolamento Edilizio che prevede l’obbligo, la promozione e/o incentivi per quanto riguarda l’uso di energie rinnovabili. Sono i dati che emergono dal rapporto “L’innovazione energetica nei regolamenti edilizi comunali” curato da Legambiente e Cresme in collaborazione con Saie Energia. 
 Nelle esperienze analizzate dal Rapporto, si parla di solare termico per la produzione di acqua calda sanitaria, di fotovoltaico per l’energia elettrica, ma in 35 Comuni vengono citate, in maniera quasi sempre promozionale e di applicazione volontaria, le biomasse per uso domestico (caldaie con cippato e pellets). Si fa, poi, riferimento all’eolico in 28 Comuni ma senza obblighi, come per l’idroelettrico con 11 Comuni che promuovono l’uso di questa fonte di energia rinnovabile. 
 Dei 406 Comuni che considerano le fonti rinnovabili, 135 sono quelli in cui è stato recepito nel Regolamento Edilizio l’obbligo di installazione di 1 kW di fotovoltaico per unità abitativa, mentre per 103 Comuni vige l’obbligo di 0,2 kW di fotovoltaico per unità abitativa. I Comuni con l’obbligo di installazione del solare termico sono 253″.
Italia, dunque, come sempre in ritardo. Speriamo di affiancarci agli altri Paesi, altrimenti perderemo la sfida energetica dei prossimi decenni, con gravi danni anche per la salute (provate a camminare in corrispondenza alle vie ed agli incroci di maggior traffico a Verona nelle ore di punta, l’aria è irrespirabile ed insopportabile anche per una persona giovane e forte di costituzione, figurarsi per i bimbi e gli anziani).

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Feb 03 2010

Rinnovabili obbligatorie nei nuovi edifici

Pubblicato da Puglisi su Energia, Civile

Dal web: ”I Comuni hanno avuto tempo fino al 1° gennaio 2010 per inserire nei propri regolamenti edilizi l’obbligo di dotare le unità abitative e gli edifici industriali di nuova costruzione di impianti di energia alimentati da fonti rinnovabili in grado di garantire una produzione di almeno 1 kW. La Finanziaria 2008 stabiliva, infatti, che, ai fini del rilascio del permesso di costruire, i regolamenti edilizi prevedessero, per i nuovi edifici, l’installazione di impianti aventi fonti rinnovabili e fissava al 1° gennaio 2009 la scadenza per i Comuni; successivamente, la L. 14/2009, di conversione del D. L. 207/2008 “Milleproroghe”, ha differito il termine al 1° gennaio 2010. La norma modifica l’articolo 4, comma 1-bis, del Testo Unico dell’edilizia (D. P. R. 380/2001) prevedendo che nei regolamenti edilizi, ai fini del rilascio del permesso di costruire per gli edifici di nuova costruzione, sia prevista l’installazione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili in modo tale da garantire una produzione energetica non inferiore a 1 kW per ciascuna unità abitativa, compatibilmente con la realizzabilità tecnica dell’intervento. Per i fabbricati industriali, di estensione superficiale non inferiore a 100 metri quadrati, la produzione energetica minima è di 5 kW.

Secondo il rapporto “L’innovazione energetica nei regolamenti edilizi comunali”, curato da Legambiente e Cresme in collaborazione con Saie Energia, l’utilizzo di fonti rinnovabili è già obbligatorio in 406 Comuni e l’obbligo di installazione di 1 kW di fotovoltaico per unità abitativa è stato recepito in 135 Comuni.

La Regione Puglia ha mantenuto al 1° gennaio 2009 la scadenza per l’inserimento nei regolamenti edilizi dell’obbligo di prevedere, ai fini del rilascio del permesso di costruire per gli edifici di nuova costruzione, l’installazione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Recentemente, il Comune di Roma ha inserito nel proprio Regolamento Edilizio la norma secondo la quale le nuove costruzioni dovranno essere dotati di impianti energetici alimentati da fonti rinnovabili, l’acqua calda dovrà essere fornita, almeno per il 50%, da pannelli solari, ed ogni appartamento dovrà produrre energia rinnovabile in  relazione alla propria superficie.

Si ricorda, infine, che l’accordo raggiunto il 17 novembre tra il Parlamento europeo ed il Consiglio, per la revisione della Direttiva CE/91/2002 sul rendimento energetico in edilizia, prevede che tutti gli edifici costruiti dal 1° gennaio 2021 dovranno avere elevate prestazioni di efficienza energetica ed il loro fabbisogno energetico dovrà essere coperto in misura molto significativa da fonti rinnovabili”.

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Nov 30 2009

Il progetto di Rubbia

Pubblicato da Puglisi su Energia

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Sabato pomeriggio ho ascoltato, come al solito, la trasmissione TGR - AMBIENTE ITALIA su RAITRE. Questa volta la puntata è stata dedicata ad una piccola centrale elettrica, sita a Priolo Gargallo (SR), avente gli specchi ustori, modalità di produzione di energia della quale ha parlato mesi fa sul blog il collega Mattia Fantinati. Questo modesto impianto vuole porsi come progetto-pilota per la produzione di energia fotovoltaica e, più in generale, per fornire un impulso al settore delle rinnovabili. Infatti, l’Italia è un po’ indietro in tale comparto rispetto agli altri Paesi europei. Concettualmente, il funzionamento degli specchi, spiegato dal Premio Nobel, è molto semplice. Tramite la riflessione, i raggi solari vengono concentrati nel fuoco delle parabole con un’intensità che arriva fino a 100 volte quella raggiunta dal normale irraggiamento, a temperature variabili fra 220°C circa e 500 °C (si potrebbe giungere fino a circa 3000 °C, ma, attualmente, non esistono materiali resistenti a tali valori). L’energia viene immagazzinata in un tubo, rigorosamente ben isolato, nel quale vi è dell’aria che trasporta l’energia sotto forma di calore. La centrale ha una capacità nuova, mai presentata da altri impianti prima d’ora, quella di ‘conservare’ l’energia: ci sono, infatti, dei grandi serbatoi in grado di tenerne una quantità pari a quella prodotta per 8 ore dall’intero impianto a pieno regime. Inoltre, ogni anno si riescono a risparmiare 8500 t circa di CO2: non è una quantità elevata di gas, ma è, comunque, già un discreto risparmio.

Altro argomento del quale si è discusso è stato quello degli impianti eolici in Sicilia. Purtroppo, negli appalti per gli stessi si è infiltrata Cosa Nostra con ditte ad essa collegata che, dopo aver vinto gli appalti, costruiscono male i ‘parchi’ e non li collegano alla rete, per non permettere che sia scoperto che sono stati realizzati non correttamente; così, le eliche girano per nulla. L’affare è d’oro per i criminali.

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