Archivio della categoria: 'Geotecnica-Idraulica'

Nov 12 2009

Il 70% dell’Italia a rischio frane

Pubblicato da Puglisi su Geotecnica-Idraulica, Civile

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Riporto un articolo dalla rete, secondo me interessante, che tratta del rischio idrogeologico nel nostro Paese: 

<<Oggi Ischia, ieri Messina, l’altroieri Sarno… Ma il rischio di frane e alluvioni non riguarda solo i territori delle trascorse sciagure: secondo Legambiente il pericolo di gravi dissesti idrogeologici coinvolge il 70% dei comuni italiani. La minaccia è dovuta soprattutto al degrado ambientale e dei corsi d’acqua, all’abusivismo ed al disboscamento selvaggio (questo soprattutto in montagna), ma anche al fatto che, molto spesso, determinati terreni agricoli in collina od in montagna sono stati abbandonati (è il caso di Giampilieri). In totale si hanno 5.581 comuni indiziati di problemi geologici ed idraulici, di cui 1.700 a rischio frana, 1.285 a rischio di alluvione e 2.596 a rischio sia di frana che di alluvione. Secondo Francesco Russo, presidente dell’Ordine dei Geologi della Campania, “i comuni a rischio  idrogeologico in Campania sono 210 su 552, di cui 120 a rischio di colate rapide di fango”. Le cifre che presenta Russo sono più contenute rispetto a quelle di Legambiente, ma non per questo la situazione è da considerarsi meno preoccupante: “Dobbiamo renderci conto - spiega il geologo - che l’intensificarsi dei fenomeni meteorologici estremi è dovuto al cambiamento climatico in atto. Nei prossimi anni la pioggia potrebbe addirittura raddoppiare: se queste zone già allo stato attuale sono a rischio, quando aumenterà la pioggia in quelle regioni particolari potrebbe accadere una catastrofe”.

La Calabria, l’Umbria e la Valle d’Aosta sono le regioni con la più alta percentuale di comuni classificati a rischio (il 100% del totale!), seguite dalle Marche (99%) e dalla Toscana (98%). La Sicilia è undicesima (70%), con 200 comuni a rischio frana, 23 a rischio alluvione e 49 a rischio frana e alluvione. Ed in Sicilia, proprio in provincia di Messina, ci sono le “maglie nere” della classifica: sono i comuni di Ucria (conosco molto bene questo paesino perchè vi nacque un mio prozio, trovasi a circa 700 s.l.m.m. e non ha tanti abitanti, ma, negli ultimi anni, anche nella zona della pineta il terreno sta gradatamente cedendo e gli alberi cadono) ed Alì che, pur avendo interi quartieri ed aree industriali in zone a rischio, non hanno attuato nessuna azione di mitigazione del rischio idrogeologico, anche perchè i finanziamenti del Ministero dell’Ambiente spesso non arrivano o sono insufficienti. Il 77% dei comuni intervistati da Legambiente ha nel proprio territorio abitazioni in aree golenali (dove dovrebbe essere proibito costruire), in prossimità degli alvei ed in aree a rischio frana; quasi un terzo di essi presenta, in tali zone, interi quartieri (anzi, ci sono grossi costruttori edili che premono sui Comuni per avere concessioni per erigere condomini in tali luoghi, e non scrivo nomi). Nel 56% dei comuni campione sono presenti in aree a rischio addirittura fabbricati industriali. Nel 42% dei comuni non viene svolta regolarmente un’attività di manutenzione ordinaria dei corsi d’acqua ( a Verona è stata attuata di recente dopo qualche decennio!) e di realizzazione di opere di difesa idraulica. Soltanto il 5% dei comuni ha intrapreso azioni di delocalizzazione di abitazioni dalle aree esposte a maggiore pericolo ed appena nel 4% dei casi si è provveduto a spostare gli insediamenti industriali. Il 73% dei comuni che hanno partecipato all’indagine ha realizzato opere di messa in sicurezza dei corsi d’acqua e dei versanti, interventi che, però, spesso rischiano di accrescere la fragilità del territorio, piuttosto che di migliorarne la condizione, e di trasformarsi in alibi per continuare ad edificare lungo i fiumi. L’82% dei comuni si è dotato di un piano di emergenza da mettere in atto in caso di frana o di alluvione. Nel 66% dei comuni esiste una struttura di protezione civile operativa 24 ore su 24″.

Lascio a voi ogni ulteriore commento, ormai mi sono stancato di affermare sempre le stesse convinzioni, anche perchè non cambia mai niente e, ogni volta, ci ritroviamo a contare il numero dei morti; questa volta è stato uno solo, ma potevano essere molti di più. E non pensiamo che tutto questo non ci possa toccare perchè, anche nel Veronese, ci sono zone con gravi problemi.

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Ott 02 2009

Ecatombe in Sicilia

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Una fotografia di Giampilieri: credo che valga più di tante parole. 

Come numero di morti sarà certamente inferiore rispetto a ciò che è avvenuto in Indonesia, nelle Isole Samoa ed a Tonga, ma quello che si è verificato in Sicilia, soprattutto nella provincia di Messina, è qualcosa che raramente si vede in Italia: le strade sono state invase dal fango o sono divenute dei ruscelli, le case sono state riempite dal fango e dall’acqua (la situazione più drammatica a Giampilieri), molta gente è rimasta intrappolata nelle automobili od è finita sui tetti per evitare guai peggiori. Tutto questo ci deve portare a riflettere seriamente su quello che significhi rischio idrogeologico e su come questo annoso problema italiano (non) venga affrontato nel nostro Paese. Basterebbero pochi accorgimenti preventivi per evitare disastri, senza neanche spendere tanto (del resto, anche una sola vita umana è impagabile), basterebbe vietare di costruire in determinati luoghi e controllare che ciò sia rispettato e, invece, siamo qui sempre a contare i morti: finora sono 13, ma chissà quanti ce ne saranno ancora non trovati. Meglio spendere il denaro per altro (e non seguito).

Quello che molti siciliani stanno subendo adesso, tra l’altro, mi ha toccato da vicino lo scorso inverno, perchè la casa delle mie zie, proprio in un paesino del Messinese, ha rischiato di franare a causa delle piogge incessanti e della totale incuria dell’uomo. Non continuo perchè non c’è bisogno di aggiungere altri commenti, il caso è eloquente.

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Lug 02 2009

Programmini in Excel di geotecnica

Pubblicato da Puglisi su Geotecnica-Idraulica, Civile

Ho scovato su Internet un sito, www.geologi.it/geogratis/geotec_excel.shtml, dove ci sono programmini in excel su questioni di geotecnica. Si tratta di piccoli calcoli, ma che possono tornare utili. Ad esempio trovate l’applicazione della formula di Terzaghi-Hansen o di quella di Meyerhoff, il calcolo dei cedimenti in terreni argillosi o di piccole palificate. Li ho testati, i risultati sembrano buoni. Hanno un solo difetto: non vi si possono eseguire modifiche o migliorie perchè sono bloccati in lettura.

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