Purtoppo il presidente Rolando ha completamente travisato l’intervento dei giovani chiamando Beatrice Benelli (la lettrice ) “ragazza”; non è una ragazza ma una collega, è proprio questo che i giovani non vogliono, ed è proprio per questa ragione che vengono trattati con sufficienza dai colleghi senior, mandati a fare lavori dequalificanti e sottopagati. Se una volta la situazione era tollerata perchè dopo la gavetta all’ingegnere venivano ampiamente ripagati gli sforzi iniziali, ora non è più così. Non solo Rolando continua dicendo che non è possibile assumerci tutti. Nessuno ha chiesto l’assunzione ma tutti abbiamo chiesto di tutelare il “libero professionista economicamente dipendente”. Ha concluso dicendo che si dovrebbe pagare poco giovani ingegneri (come fa lui nel suo studio) ma dare a loro parte dei proventi dello studio. Ritengo che il rischio imprenditoriale debba essere sobbarcato dall’imprenditore non dai sui “dipendenti”. Se un cliente non paga lo studio devono rimetterci i giovani progettisti che vengono pagati 1000 euro al mese????
Dalla cultura del progetto deriva la coerenza economico-finanziaria di ogni iniziativa. Se vengono valutate opportunamente materia ed energia utilizzate sia per la realizzazione che per il mantenimento in esercizio ne deriva anche la sostenibilità ambientale che è alla base di un nuovo modello di sviluppo economico a cui architetti ed ingegneri possono e debbono fattivamente contribuire.
Le professioni intellettuali vogliono contribuire alla crescita e allo sviluppo del nostro paese in termini economici, culturali e sociali. La nostra società ha bisogno di ingegneri e di architetti, delle loro capacità di innovazione e della loro professionalità.
Tre elementi fondamentali concorrono in questa sfida: le competenze tecnico-scientifiche, le modalità di gestione o project management e la capacità di lavorare in team interdisciplinari. Ma sono proprio questi gli ambiti di applicazione e di studio di una nuova generazione di professionisti che guarda al futuro con rinnovato entusiasmo.
Location
Tre fine settimana di incontri, esposizioni e iniziative partiranno dalla riscoperta di un luogo unico, l’ex Cinema Corallo nel centro di Verona, che sarà il teatro dell’iniziativa. L’edificio era lo storico “Palazzo dalla Torre”, bombardato nel 1945, riaperto nel 1947 con la proiezione di Sangue e arena, con Tyrone Power e Rita Hayworth; ora dismesso da una decina d’anni, il Corallo diventa così il simbolo di una rivendicata necessità del progetto: come fatto tecnico, pensando al momento della costruzione dell’edifico, ma anche oggi in prospettiva di un suo recupero che ne permetta un nuovo utilizzo, e come luogo dell’immaginario, depositario delle evanescenti tracce di vite reali o fittizie, di desideri, sogni e speranze.