Archivio di Giugno, 2010

Giu 28 2010

L’articolo sulla partita

Pubblicato da Puglisi su Mondoingegneri

Ecco l’articolo pubblicato sul giornale L’Arena che tratta della partita dell’11 giugno fra gli ingegneri ed i geologi veronesi:

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Ormai siamo diventati famosi, non ci ferma più nessuno.

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Giu 25 2010

L’architettura gotica

Pubblicato da Puglisi su Strutturisti, Edile, Civile

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Continuo col mio viaggio nel passato focalizzando la mia attenzione su un altro momento importantissimo della storia dell’edilizia, quello dell’avvento dell’architettura gotica. Non voglio certamente scrivere tutto su tale modo di costruire, su ciò che lo ha ispirato e sulle sue conseguenze (per ciò ci sono montagne di libri scritti da autori più qualificati), bensì desidero concentrare l’attenzione su alcuni aspetti costruttivi e strutturali assolutamente rivoluzionari ed innovativi.

Lo schemo riportato sopra mi aiuterà in quel che affermerò.

La data convenzionale di nascita del gotico è quella del 1140 circa, quando l’abate di Saint-Denis, l’abbazia che sorge vicino a Parigi la quale diventerà luogo sacro dei re di Francia (molti di loro vi sono sepolti), Suger (Sogerio in italiano), decise di ricostruire il coro e la facciata seguendo i dettami di un libro scritto dal monaco siriaco San Dionigi, da lui erroneamente confuso con San Dionigi vescovo delle Gallie. L’idea di creare uno spazio che sia diretta emanazione del divino, dominato dalla luce, quasi soprannaturale, legato a precisi rapporti fra gli elementi costitutivi, così come era inteso, in senso lato, il mondo dall’uomo medievale, porta a concepire dei luoghi di altezza incredibile per il tempo (entrando in una cattedrale gotica si ha l’impressione di essere piccini piccini e di essere schiacciati dall’edificio), per i quali le vetrate colorate, i pinnacoli, le statue delle facciate e gli altri elementi decorativi sono nettamente dominanti (tra l’altro, anche queste parti secondarie hanno un ben preciso significato simbolico: vi è la ricorrenza di temi della Sacra Scrittura perfino ossessiva ed una rispondenza maniacale e perfetta ai numeri 3, 4, 5, 7 e 9, visti rispettivamente come la Trinità-Sole, la Luna-Santa Maria, il Figlio, il Giudizio e la Perfezione Cosmica). Per ottenere questi obiettivi il sistema strutturale si rivoluziona: entrano in gioco i pilastri a fascio che raccolgono le forze delle coperture trasmesse loro dalle volte a crociera che sono formate da archi ogivali (già presenti nel romanico tardo), in modo da avere murature di puro tamponamento, e si realizzano dei contrafforti laterali per raccogliere le spinte orizzontali delle coperture. E’ ciò che più stupisce: per la prima volta l’uomo si libera del muro portante e delle volte a botte per creare il prototipo delle moderne costruzioni a telaio (non a caso le cattedrali gotiche saranno oggetto di studio degli architetti ed ingegneri francesi dell’Ottocento i quali, poi, useranno, per la prima volta, alla fine del secolo il calcestruzzo per erigere delle abitazioni). Ma c’è di più: per questo modo di costruire si producono, nelle cave della Francia del Nord e dell’Inghilterra, dei ‘pezzi prefabbricati’, seguendo i dettagliati disegni (ne ho visti alcuni, sono notevoli per l’epoca) dei mastri carpentieri, i quali, poi, vengono trasportati dalle navi e dai buoi (c’è un bellissimo racconto della movimentazione, durata quasi un mese, di alcuni blocchi dall’Inghilterra centrale, attraverso la Manica e fino al Belgio che vi consiglio di leggere).

Per edificare tali opere i comuni, le istituzioni ed i mecenati privati non badano a spese, dissanguandosi (e, talvolta, fallendo): buon per i banchieri italiani, specialmente fiorentini e pisani, ed ebrei, i quali si arricchiscono smodatamente, prestando denaro ‘a strozzo’ (vi siete mai chiesti perchè la famiglia degli Strozzi si chiamava così?). Per di più, i cantieri rimangono aperti anche per più di un secolo con manodopere di operai specializzati ed attentissimi (un po’ come i montatori di pannelli o di prefabbricati di oggi), i quali utlizzano attrezzature diversificate e già ben collaudate (guardatevi qualche pubblicazione del tempo), quali verricelli, bocciarde, seghe, chiodi grossi, piccole gru di legno (che non avevano quasi niente da invidiare alle moderne autogru) ed altri; squadre di antenati dei moderni geometri tracciano i perimetri e controllano, con strumenti come il grandangolo, la verticalità dei muri. Insomma, un mondo che, credo, non avreste mai sospettato essere così simile, con le dovute proporzioni tecnologiche, per organizzazione ed efficienza a quello dei moderni cantieri!

Il gotico ebbe diffusione, partendo dall’Ile de France (la zona intorno a Parigi), in tutta la Francia, nel Belgio (ricordatevi la cattedrale di Bruges), nella Germania Occidentale ed in Inghilterra, legata politicamente alla Normandia per molto tempo (ricordate Guglielmo il Conquistatore ed i Plantageneti?), arrivando a toccare anche la Spagna del Nord (vedi Burgos con la sua cattedrale, influssi del gotico si percepiscono perfino nella moderna cattedrale dell’Almudena a Madrid, guarda caso), le Alpi (il gotico delle Alpi è molto interessante, specie quello del Piemonte, della Val d’Aosta, dell’Alta Lombardia, del Trentino-Sud Tirol e del Friuli) e l’Italia del Nord (basta citare il Duomo di Milano o la Basilica di Sant’Antonio a Padova: in quest’ultima il gotico si integra perfettamente con gli influssi romanici, più italiani).

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Giu 22 2010

Quanto è grande l’Universo?

Pubblicato da Puglisi su Mondoingegneri

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Ho sentito alla televisione che è stato proposto ai maturandi un tema sull’esistenza di altre forme di vita nell’Universo, così, liberamente, su tale argomento ho sviluppato una serie di riflessioni. Il discorso, non c’è dubbio, è in stretta relazione con la grandezza dell’Universo, perchè esso tanto più grande è, tanto più elevata è la probabilità di trovare un altro pianeta dove ci siano esseri viventi. Già Einstein, che concepì la teoria della relatività, si era posto il problema ed aveva teorizzato che esistono i confini dell’Universo. Be’, se ci sono (e chi lo sa?), sono lontanissimi da noi e dalla nostra percezione dello spazio. Eh sì, alcuni esseri umani si sentono forti, grandi, dominatori della natura e di altri uomini, ma non hanno mai neanche minimamente pensato quanto la Terra siano una minuscola formica rispetto al resto dell’Universo. Basta subito guardare quali sono le unità di misura delle distanze fra i corpi celesti: l’anno-luce, il parsec, … Ad esempio il primo come si quantifica? Be’, è il percorso della luce nel vuoto (eh sì, perchè l’Universo è un grande spazio vuoto, dove stelle, pianeti ed il resto sono solamente interruzioni ad un desolante nulla!) in un anno. E quant’è la velocità della luce nel vuoto? Ben 300000 km/s! Ora fatevi il conto di quanto è un anno-luce! E lo sapete che l’oggetto più lontano dalla Terra, un quasar (una sorta di stella mancata, esponendola molto alla grossa), avvistato dal telescopio Hubble è distante circa 4.5 miliardi di anni-luce? Una distanza notevole, tutti gli zeri che ci sono per esprimerla in km vi faranno fondere il cervello! Del resto, in uno spazio così immenso ci sta di tutto: miliardi di galassie (e noi siamo dentro ad una di queste; vi ricordate che d’estate si vede la Via Lattea? No, non sono le tracce del latte versato da Ercole, ma, bensì, miliardi di stelle che compongono solamente la parte centrale della nostra galassia!) con miliardi e miliardi di stelle, pianeti di tutte le proporzioni, asteroidi, comete, buchi neri (solamente Einstein è riuscito, grazie alle derivate delle funzioni a più variabili, a giustificarne l’esistenza), …

Ora, in una tale immensità, che secondo me è ben difficile concepire come finita (se esiste in matematica il concetto di infinito perchè non dovrebbe esistere anche nella realtà? I miei due professori di matematica delle medie inferiori e superiori ripetevano sempre che la matematica non esprime altro che grandezze che esistono in natura), esisterà, da qualche parte, qualche altra forma di vita, magari molto differente da noi, dai leoni, dalle formiche, dai batteri, …? Io sono ottimista, credo di sì, del resto va bene che siamo, secondo le varie religioni, al centro della creazione e dei pensieri di Dio, Allah, Vishnù, …, ma pensare di essere gli unici forse è troppo presuntuoso. L’argomento è dibattutissimo dalle varie discipline, dalla scienza e dalla matematica, dalla filosofia e dalla religione, ma trovare una soluzione è difficile finchè non si avranno prove concrete. Ogni tanto qualcuno trova qualche pianeta lontano dove una vita simile alla nostra potrebbe esserci, viste le condizioni chimico-fisiche abbastanza faverevoli, ma siamo a livello di ipotesi. Nel 1949 negli Stati Uniti furono forse ritrovati strani ’personaggi’ che, sembra, morirono subito dopo la scoperta, ma non si è mai saputo se si trattasse di una bufala o meno. Certo, se esistessero esseri in grado di raggiungerci dovrebbero avere mezzi tecnici molto superiori ai nostri, in grado di superare il tempo e lo spazio in modo assolutamente innovativo per noi, una sorta di viaggiatori dei mondi paralleli, in grado di sfruttare la teoria della relatività generale, secondo la quale esiste, tra l’altro, un sistema di riferimento spazio-temporale nel quale la lunga vita dell’Universo è riducibile a meno di un secondo! Pazzia pura per gli esseri umani! Nel 1979, da un centro radiospaziale in Messico, furono inviati nello spazio dei messaggi binari contenenti informazioni riguardanti la specie umana, il pianeta Terra e le sue principali forme di vita, vegetali ed animali (compresa la molecola del DNA). Ancora nessuno ha risposto.

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