Mar 30 2010
Manutenzioni straordinarie senza DIA: il quadro regionale
Leggetevi questo bell’articolo che cerca di mettere un po’ d’ordine in una materia che, dopo l’approvazione del D.L. 40/2010, appare un tantino ingarbugliata:
Lunedi, 6 settembre 2010
![]()
Mar 30 2010
Leggetevi questo bell’articolo che cerca di mettere un po’ d’ordine in una materia che, dopo l’approvazione del D.L. 40/2010, appare un tantino ingarbugliata:
Mar 25 2010
Dal web un aggiornamento sulla discussa proposta della senatrice Vicari, la quale ha scatenato parecchi dubbi e nette opposizioni da parte degli operatori del settore delle costruzioni (già in altro articolo l’ing. Segala ne aveva parlato).
<<I rappresentanti dei Consigli Nazionali degli Architetti P.P.C. e degli Ingegneri hanno ribadito con fermezza alla senatrice Simona Vicari, prima firmataria del Disegno di Legge 1865, che il provvedimento proposto, in modo del tutto arbitrario e senza fondamento giustificativo, stravolge le vigenti competenze professionali.
È quanto si legge in un comunicato congiunto di CNAPPC e CNI, al termine dell’incontro svoltosi il 24 febbraio in Senato, alla presenza dei presidenti dei Consigli Nazionali dei Geometri e dei Periti industriali. I due Ordini hanno, inoltre, ribadito che la trattazione di tali disposizioni va concertata con più ampia visione, per analizzare in maniera non settoriale le competenze e le prerogative delle diverse categorie professionali.
Il DDL 1865 estende le competenze progettuali dei geometri e dei periti consentendo loro di occuparsi di progettazione architettonica.
I rappresentanti di CNAPPC e CNI hanno, quindi, proposto la costituzione di un tavolo fra le quattro categorie tecniche che si prefigga, in tempi rapidi, di affrontare in modo organico e complessivo il tema delle competenze professionali nel settore della progettazione e delle prestazioni correlate, con l’obiettivo di produrre un documento condiviso (risultato difficilissimo da conseguire, comunque provarci è d’obbligo). In attesa di ricevere le osservazioni, la senatrice Vicari ha garantito la sospensione dell’iter procedurale del DDL (che è stato assegnato alla Commissione Lavori Pubblici del Senato il 22 dicembre 2009, la quale, ancora, non ha ancora iniziato l’esame).
Secondo quanto riportato dall’Agenzia di stampa Dire, per la senatrice Vicari “l’incontro è stato un successo perché per la prima volta dopo 40 anni si sono riuniti attorno ad un tavolo gli ordini professionali coinvolti”. Il documento con le osservazioni sarà predisposto entro 60 giorni, e le indicazioni in esso contenute confluiranno nel disegno di legge.
La Vicari si è detta molto soddisfatta perché si perseguirà “l’obiettivo comune di creare delle professioni competitive in Europa, che siano in grado di entrare nel mercato del lavoro europeo, che già oggi presenta delle peculiarità differenti rispetto a quello italiano. Si è creato - ha continuato la senatrice - un terreno fertile per un confronto costruttivo, e questa aria propositiva ha fatto sì che gli stessi Ordini si siano impegnati a predisporre in 60 giorni un documento con tutti i rilievi del caso, i quali saranno, poi, tramutati in DDL”.
Dal canto loro, i Collegi dei geometri di Milano e di Monza e Brianza invitano i propri colleghi a sostenere l’operato della senatrice poiché “un certo numero di architetti e ingegneri la sta ‘molestando’ (?) su Facebook. Finalmente speravamo di poter mettere la parola fine allo stillicidio che per anni ha fatto perdere tempo e danaro alla categoria e creato situazioni spiacevoli a qualche iscritto - spiegano i geometri lombardi - con la predisposizione, da parte del Consiglio Nazionale, di un Disegno di Legge che sancisse, una volta per tutte, i nostri ambiti professionali. Non si va assolutamente ad intaccare il ‘mercato’ dei laureati - si legge nella nota -, si tratta solo di specificare meglio i passaggi normativi sulle nostre competenze che, scritti 80 anni fa, lasciano spazio ad interpretazioni non univoche. Chi ha paura della chiarezza, e si cela dietro i mugugni, sollevando inutili ed anacronistici polveroni, o non conosce l’argomento o non sa fare il proprio lavoro”. E invitano i colleghi “ad intervenire per far vedere che ci siamo!”, suggerendo il messaggio da inviare sulla bacheca di Facebook della Senatrice>>.
Che cosa commentare? Io credo che riguardo al problema ci sia molta confusione, soprattutto a livello politico; speriamo che questo clima alquanto incerto non danneggi noi ingegneri.
Mar 22 2010

Dal web un articolo che ci informa sul progresso delle normative sul nucleare in Italia:
<<È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Legislativo n. 31 del 15 febbraio 2010 che disciplina la costruzione delle centrali nucleari nel territorio italiano. Il provvedimento, che entrerà in vigore il 23 marzo prossimo, detta le regole per la localizzazione, la realizzazione e l’esercizio delle centrali nucleari e dei depositi delle scorie radioattive, per le misure compensative e le campagne informative al pubblico. Due giorni fa, da Parigi, dove ha partecipato alla conferenza internazionale sull’accesso al nucleare civile, il Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola ha dichiarato che “il programma nucleare italiano procede nei tempi previsti. Il Governo sta creando le condizioni necessarie affinchè le imprese possano avviare i lavori per la costruzione della prima centrale nucleare entro il 2013″. “L’energia nucleare rappresenta una fonte energetica disponibile su vasta scala e competitiva, che consente ai Paesi di diversificare gli approvvigionamenti energetici e di contenere la dipendenza dai combustibili fossili, i cui prezzi sono instabili e poco prevedibili. Il nostro obiettivo di lungo periodo - ha concluso il Ministro - è il riequilibro del sistema di generazione elettrica: puntiamo, infatti, ad un mix composto dal 25% di nucleare, 25% di fonti rinnovabili, 50% di combustibili fossili”.
Il D. Lgs. 31/2010 stabilisce che per la costruzione e la messa in esercizio delle centrali atomiche è necessaria un’autorizzazione unica rilasciata all’operatore dal Ministro dello Sviluppo Economico, d’intesa con la Conferenza Unificata e di concerto con gli altri Ministri, e definisce i requisiti degli operatori che eserciteranno l’attività nucleare, e la procedura che essi devono seguire per presentare i progetti per lo sviluppo di impianti.
Entro tre mesi dall’entrata in vigore del decreto (quindi entro il 23 giugno 2010) dovrà essere messo a punto un documento programmatico contenente gli obiettivi strategici in materia di nucleare, l’indicazione della potenza complessiva delle centrali ed i tempi di costruzione e di messa in esercizio.
Entro fine luglio 2010, l’Agenzia per la sicurezza nucleare (ASN), con il contributo di IPSRA, ENEA e delle Università, proporrà i parametri esplicativi dei criteri tecnici per individuare le aree idonee alla localizzazione delle centrali; un mese dopo (fine agosto 2010) il Ministero dello Sviluppo Economico, di concerto con gli altri Ministeri (Ambiente, Infrastrutture, Beni culturali), sulla base della proposta dell’ASN, definirà i criteri per la localizzazione degli impianti e li renderà noti attraverso i siti web dei Ministeri ed i quotidiani per avviare una fase di consultazione pubblica che durerà due mesi (fine ottobre 2010). Trenta giorni dopo il termine della consultazione (fine novembre 2010) sarà emanato il decreto con i parametri definitivi utili ad individuare le aree nelle quali localizzare le centrali. Tali parametri, insieme con la strategia nucleare, saranno sottoposti a Valutazione Ambientale Strategica (VAS). Gli esiti della VAS comporteranno l’adeguamento della Strategia nucleare. Entro tre mesi dalla pubblicazione degli adeguamenti della Strategia nucleare, gli operatori potranno avviare il procedimento di autorizzazione unica, presentando al MSE l’istanza di certificazione del sito sul quale intendono insediare la centrale atomica. L’istanza dovrà contenere l’indicazione puntuale del sito, il progetto preliminare dell’impianto, le indagine tecniche, la valutazione di sicurezza e degli effetti ambientali,… A questo punto entrano in gioco le Regioni, le quali dovranno esprimersi sui progetti, secondo una procedura ed una tempistica molto articolata (artt. 11 e 12 del D. Lgs. 31/2010), al termine della quale l’operatore potrà richiedere l’autorizzazione unica, contenente il progetto definitivo della centrale, lo studio di impatto ambientale, il modello operativo per la gestione e lo studio di disattivazione dell’impianto. Al termine di una complessa procedura, sarà rilasciata l’autorizzazione unica.
Gli articoli successivi illustrano gli obblighi e le responsabilità degli operatori titolari dell’autorizzazione che riguardano, oltre alle centrali, anche i depositi dei rifiuti radioattivi.
Alla disattivazione degli impianti provvederà la Sogin SpA, la società con unico socio il Ministero dell’Economia e delle Finanze, con risorse provenienti dal Fondo per il decommissioning alimentato dagli operatori che hanno gestito le centrali.
Ai cittadini residenti, agli enti locali ed alle imprese operanti nei territori circostanti alle centrali saranno riconosciuti benefici economici a carico dell’operatore che ottiene l’autorizzazione unica:
- dall’inizio dei lavori ammonterà a 3.000 euro/MW all’anno, fino a 1.600 MW realizzati nel sito, più un incremento del 20% per l’eventuale potenza eccedente installata;
- dall’entrata in esercizio sarà corrisposto ogni trimestre un beneficio di 0,4 euro/MWh di energia prodotta e immessa in rete.
Il 10% dei benefici relativi al periodo di costruzione dell’impianto è destinato alla/e Provincia/e, il 55% al Comune nel quale sorge la centrale ed il 35% ai Comuni ricadenti in un’area di 20 km intorno alla centrale (o 10 km per gli impianti di produzione di combustibile nucleare). Quest’ultimo 35% è suddiviso tra i Comuni in base alla superficie ed alla popolazione residente. I benefici alle persone e alle imprese saranno corrisposti attraverso la riduzione della spesa energetica e di Tarsu, Irpef, Ires e Ici.
È, infine, prevista la realizzazione di un Deposito nazionale per lo smaltimento definitivo delle scorie radioattive e di un Parco tecnologico>>.
Nessun commento, lascio agli altri la parola.