Nov 30 2009
Il progetto di Rubbia
Sabato pomeriggio ho ascoltato, come al solito, la trasmissione TGR - AMBIENTE ITALIA su RAITRE. Questa volta la puntata è stata dedicata ad una piccola centrale elettrica, sita a Priolo Gargallo (SR), avente gli specchi ustori, modalità di produzione di energia della quale ha parlato mesi fa sul blog il collega Mattia Fantinati. Questo modesto impianto vuole porsi come progetto-pilota per la produzione di energia fotovoltaica e, più in generale, per fornire un impulso al settore delle rinnovabili. Infatti, l’Italia è un po’ indietro in tale comparto rispetto agli altri Paesi europei. Concettualmente, il funzionamento degli specchi, spiegato dal Premio Nobel, è molto semplice. Tramite la riflessione, i raggi solari vengono concentrati nel fuoco delle parabole con un’intensità che arriva fino a 100 volte quella raggiunta dal normale irraggiamento, a temperature variabili fra 220°C circa e 500 °C (si potrebbe giungere fino a circa 3000 °C, ma, attualmente, non esistono materiali resistenti a tali valori). L’energia viene immagazzinata in un tubo, rigorosamente ben isolato, nel quale vi è dell’aria che trasporta l’energia sotto forma di calore. La centrale ha una capacità nuova, mai presentata da altri impianti prima d’ora, quella di ‘conservare’ l’energia: ci sono, infatti, dei grandi serbatoi in grado di tenerne una quantità pari a quella prodotta per 8 ore dall’intero impianto a pieno regime. Inoltre, ogni anno si riescono a risparmiare 8500 t circa di CO2: non è una quantità elevata di gas, ma è, comunque, già un discreto risparmio.
Altro argomento del quale si è discusso è stato quello degli impianti eolici in Sicilia. Purtroppo, negli appalti per gli stessi si è infiltrata Cosa Nostra con ditte ad essa collegata che, dopo aver vinto gli appalti, costruiscono male i ‘parchi’ e non li collegano alla rete, per non permettere che sia scoperto che sono stati realizzati non correttamente; così, le eliche girano per nulla. L’affare è d’oro per i criminali.




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