Ott
27
2009
In allegato troverete un articolo che illustra come, in una situazione specifica, il confronto fra muratura in laterizio ordinaria portante ed una struttura intelaiata in c.a. abbia portato a preferire la prima, a dimostrazione che non esiste ‘la’ soluzione progettuale assoluta ma, bensì, di volta in volta all’importante quesito ‘quale struttura portante scelgo?’ vi è una risposta differente a seconda del caso esaminato.
muratura-portante-e-strutture-intelaiate-in-ca.pdf
Ott
22
2009
Mi hanno inviato via e-mail il numero di una rivista che si occupa di travi PREM (Prefabbricate Reticolari Miste) e lo pubblico.
premmag-n-04-2009.pdf
Ott
19
2009
Ennesima puntata giornalistica riguardante L’Aquila. Stavolta si discute se dei pannelli solari possano aggravare la situazione di una struttura durante un sisma, in specifico quella della Casa dello Studente. La risposta è, ovviamente, no e ve lo spiego subito il perchè. I pannelli all’incirca possono arrivare a pesare 40 daN/m2, ad essere severi nella valutazione. Vi ricordate, secondo il D.M. 1996, nell’ipotesi di analisi lineare statica, a quanto ammontava il peso della neve in condizioni ‘normali’ (ovvero non a L’Aquila, dove il valore era maggiore, per ovvi motivi)? 130 daN/m2. La vecchia legge imponeva di considerare tale carico con un coefficiente di partecipazione s pari a 0.33. Dunque: 0.33 x 130 = 43 daN/m2, guarda caso leggermente superiore al peso dei pannelli ipotizzato, ad essere buoni (sicuramente tale carico era di più a nella città abruzzese, secondo il decreto indicato). Ora, la notte del 6 aprile non nevicava, dunque la costruzione stava sopportando un peso sismico che rientrava nelle ipotesi del calcolo di dimensionamento (se correttamente considerate dal progettista strutturale).
La verità è ben altra: le immagini dell’edificio hanno svelato un’eccessiva rotazione plastica delle travi, probabilmente dovuta o ad un’armatura a flessione insufficiente a sopportare il terremoto e/o all’assenza parziale o totale di armature trasversali di contenimento (staffe), specie nei nodi strutturali, che realizzassero il contenimento del conglomerato, e/o a calcestruzzi di resistenze caratteristiche non certo eccezionali (quest’ultima congettura molto probabile, constatata la qualità dei conglomerati riscontrati in tutta la città, dove molti edifici sono totalmente crollati, ed il periodo di realizzazione).