Archivio di Giugno, 2009

Giu 30 2009

Tragedia a Viareggio

Pubblicato da Puglisi su Trasporti

La morte perseguita l’Italia, evidentemente. Dopo l’ecatombe aquilana, adesso questa tragedia che colpisce i trasporti. Una disgrazia che, forse, prima o poi, sarebbe accaduta lo stesso. Perchè? Bisognerebbe chiederlo ad un collega trasportista per avere una risposta dettagliata ed approfondita, ma qualche spiegazione ve la posso fornire anch’io. Intanto, la nostra rete ferroviaria è piuttosto antiquata. Rimanete in una stazione per qualche ora ad attendere una coincidenza e vi accorgerete, ad esempio, della mancanza di sicurezza di alcuni scambi ferroviari, che possono scattare in ritardo o non funzionare per nulla da un momento all’altro (li ho osservati mentre ero alla stazione di Bologna, una delle più importanti d’Italia, e non mi hanno soddisfatto per niente!). Guardate, poi, che tipo di carrozze e di locomotive vengono impiegate, soprattutto per i treni locali: anche qui il mio occhio attento le ha esaminate mentre erano ferme in stazione e c’è da riferire che non mi convincono. Gli assi non appaiono, spesso, sufficientemente robusti, le sospensioni sembrano troppo rigide e pesanti, molte locomotive che vengono impiegate sia per spostare carrozze in stazione, sia per viaggiare (!), non sfigurerebbero in una pellicola come ‘Alla conquista del West’ o ‘Per un pugno di dollari’. Tutto questo poichè i vari governi che si succedono tagliano sempre i fondi per i trasporti e, quindi, non ci si riesce a porre in linea con gli altri Paesi europei (tanto per portare un esempio, Vi rammento l’efficientissimo TGV francese, che, per di più, non è un treno per gente ‘esclusiva’, ma è come un nostro espresso, ad un prezzo modico ci possono salire tutti). E’ vero che sta procedendo il Piano per l’Alta Velocità, ma è anche vero che bisognerebbe pensare al resto del traffico ferroviario, sia passeggeri che merci. E proprio in quest’ultimo campo ci sono le note più dolenti: in Francia od in Germania quasi il 60% delle merci viaggia su via ferrata, in Italia neanche il 20%! Col risultato di sovraccaricare le strade di autotreni e mezzi pesanti vari, con autisti che corrono come indemoniati per arrivare in tempo a consegnare le merci e che, stanchissimi e senza aver riposato, provocano incidenti che, a volte, sono tragici per quantità di vittime. Serivirebbe un rilancio del settore per indurre le imprese a preferire la ferrovia, ma perchè ciò accada bisogna avere mezzi adeguati che consegnino la merce presto (siamo lontani anni luce da una tale situazione: si pensi che ci sono zone dove dalle stazioni non si spedisce niente, come la tratta Palermo - Messina, una delle più carenti e dissestate del Bel Paese!). Ma per avere treni adeguati ci vogliono soldi e torniamo al punto di partenza, come il gatto che si morde la coda.

Proprio un ‘cedimento strutturale’ (termine eufemistico per rivelarci che i carri merce sono corrosi dappertutto e non stanno quasi più in piedi, guardateli nelle stazioni, ripeto) sembra la causa di questo ennesimo macello. Lascio a Voi ogni ulteriore commento e/o considerazione.

viareggio_incidente_stazione.pdf

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Giu 29 2009

Una visita alla luce del sole

Pubblicato da Puglisi su Energia

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E’ proprio definibile così l’appuntamento che è stato organizzato dalla Commissione Giovani Ingegneri di Verona sabato 27 giugno 2009 al quale abbiamo preso parte in numerosi, anche coloro che, come il sottoscritto, lavorano nell’ambito dell’edilizia edile e strutturale e non in quello specifico dell’energia. La mezza giornata è stata organizzata dai nostri colleghi Mattia Fantinati ed Alberto Spellini che lavorano nel settore delle energie rinnovabili, soprattutto in quello del fotovoltaico. Dapprima siamo stati presso la filiale italiana della ditta austriaca Fronius, la quale produce inverter per impianti fotovoltaici. Gli inverter in un impianto sono estremamente importanti in quanto tramutano, mediante appositi trasformatori, l’energia elettrica continua prodotta dai campi fotovoltaici in energia elettrica alternata che può essere od immediatamente consumata da un edificio oppure può essere immessa nella rete, usufruendo, così, della tariffa incentivante prevista dallo Stato. Dopo un’introduzione sugli inverter tenuta dal responsabile della ditta in Italia, Mattia ci ha brevemente illustrato quale sia il processo chimico che sta alla base del funzionamento delle celle fotovoltaiche. Esse non sono altro che dei piccoli laboratori chimici dove del silicio opportunamente drogato con atomi di fosforo diventa conduttore, avendo elettroni in più rispetto a quelli dell’ottetto, e li cede a dell’altro silicio il quale, drogato, invece, con del boro, presenta delle lacune che sono riempite dagli elettroni in movimento (questo funzionamento è valido se si parla di moduli fotovoltaici con silicio mono o policristallino, attualmente i più diffusi sul mercato per il loro maggior rendimento; esistono anche, comunque, tecnologie ‘a film sottile’, come quelle che impiegano silicio amorfo, tellururo di cadmio, olfuro di cadmio, arseniuro di gallio, diseleniuro di indio e rame e diseleniuro di indio, rame e gallio). Si crea, in tal modo, un circuito che produce energia elettrica posto ‘in moto’ dall’energia solare. Successivamente, abbiamo potuto osservare l’impianto che è presente presso la stessa sede della Fronius nella zona industriale del Comune di Bussolengo: esso riceve una radiazione di circa 300-400 W/m2, più che decente per le latitudini alle quali ci troviamo (il massimo, teorico, sarebbe di 1000 W/m2) ed anche per la posizione non proprio ottimale dei pannelli, orientati rispetto all’orizzontale con un certo angolo non proprio ideale per questioni architettoniche (l’angolo perfetto sarebbe quello cosiddetto di tilt variabile a seconda della latitudine; comunque, nell’allocazione dei pannelli è importante anche la coordinata azimutale rispetto al moto di rotazione terrestre e di rivoluzione solare). Poi ci siamo spostati presso la fabbrica della SPS istem s.r.l., dove si producono i pannelli fotovoltaici e dove siamo stati ben edotti dall’ingegner Thomas Nunziante. Le celle arrivano da imprese asiatiche, hanno uno spessore di 180 mcron, sono appoggiate sui vetri, una saldatrice provvede a saldare su esse, mediante procedimento a raggi infrarossi (ma si può usare ad esempio anche il laser), i fili elettrici, poi su di esse si pone una prima pellicola di EAV, quindi si esegue il collegamento in serie delle celle e si chiude con uno strato di tedlar. A questo punto, si pone tutto in forno a 140-150 °C, in modo che le celle aderiscano perfettamente sotto vuoto ai fogli plastici inseriti, poi si mettono 50 o 60 celle in un telaio di alluminio e si ha finalmente il pannello base. Infine, esso deve essere testato in un’apposita camera dove viene irraggiato da una sorgente che produce 1400 W/m2 e, se supera la prova, può essere commercializzato. In particolare, esso deve rispettare una tolleranza del + o - 3% rispetto ai valori ottimali.

In conclusione, è stato un viaggio nel mondo delle tecnologie delle energie rinnovabili durante il quale abbiamo ricevuto un sacco di informazioni, delle quali è stata riportata qui solamente una piccola parte, e durante il quale si è capito, soprattutto, che l’energia del Sole sarà sempre più importante in avvenire, interpretando un ruolo da attrice protagonista nel prossimo futuro, soprattutto se si vorranno seriamente rispettare i parametri previsti dal protocollo di Kyoto.

lezione-sul-fotovoltaico.pdf

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Giu 26 2009

Rassegna stampa del Centro Studi del CNI

Pubblicato da Puglisi su Mondoingegneri

Vi voglio segnalare che il Centro Studi del Consiglio Nazionale degli Ingegneri è adesso in grado di inviare la rassegna stampa, sviluppata quotidianamente dal Centro Studi, e la Nota quindicinale anche alla generalità degli iscritti agli Ordini degli Ingegneri di tutta Italia. Per l’attivazione dell’accesso a tale servizio, potete consultare il sito del Consiglio Nazionale http://www.tuttoingegnere.it/ o quello del Centro Studi http://www.centrostudicni.it/. Nell’home page di quest’ultimo è ben evidenziato uno spazio che consente l’immediata consultazione delle notizie.

Mi pare un’interessante occasione per rimanere informati di tutte le questioni che ci riguardano e per non subire decisioni politiche o di altro genere che ci possano danneggiare.

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