Set
30
2008
Vi segnalo un bel sito: www.gfhbaroque.it il quale è, veramente, un sito di musica, però, al suo interno, alla voce ‘Luoghi del Barocco’, contiene delle bellissime immagini di architettura barocca che vi forniscono l’idea di quanto dovessero essere abili gli ingegneri di quel periodo nel realizzare simili grandiose ed ardite soluzioni (non dimenticatevi che, in quel periodo, per la prima volta, si idearono sistemi strutturali che sarebbero stati rielaborati successivamente fino ad arrivare ai giorni nostri, come quelli che permettono di coprire grandi luci senza interposizione di muri o pilastri - pensate, ad esempio, alle chiese progettate da Borromini a Roma); io sono rimasto colpito dalla magnificenza delle costruzioni site a Dresda, in quel periodo una delle capitali culturali d’Europa.
Set
26
2008
Vi presento un articolo dal titolo ‘La progettazione geotecnica e la normativa’. Spero Vi possa essere utile.
la-progettazione-geotecnica-e-la-normativa.pdf
Set
25
2008
E’ iniziata sabato e domenica 20 e 21 settembre la rassegna culturale, patrocinata dal Comune e dalla Provincia di Verona, dedicata ai tesori architettonici ed artistici di Verona e Provincia avente come argomento itinerante quest’anno quello delle grandi famiglie medievali veronesi. Io mi sono recato sabato a visitare la bella villa Santa Sofia che apparteneva ai Sarego o Serego (ovvero originari dell’omonimo paese in provincia di Vicenza). Il terreno dove oggi sorge la dimora ed il grande e bel parco romantico all’inglese (pensate che c’è un cedro del Libano che ha circa 250 anni!) fu acquisito da Cortesia Sarego, militare e comandante delle truppe scaligere, nel 1381 quando gli fu donato da Antonio della Scala come compenso per l’assassinio del fratello Bartolomeo. All’epoca c’era solamente un piccolo palazzotto del quale sono state trovate le tracce durante i restauri intrapresi dalla famiglia Innocenti dal 1968 ad oggi. La villa come la si ammira allo stato odierno è, invece, opera progettuale di Andrea Palladio, incaricato da Marcantonio Sarego-Alighieri (il secondo cognome lo acquisì proprio quest’ultimo nel 1549 sposando l’ultima discendente di Pietro Alighieri, Ginevra) nel 1570 di progettare una lussuosa abitazione. Il grande architetto-ingegnere concepì una realizzazione grandiosa ed imponente sul modello delle meravigliose ville patrizie romane (ricordatevi quelle di Pompei): egli pensò a tre parti, una U di testa, un immenso peristilio con sei colonne su un lato ed otto sull’altro e, infine, una esedra. Di questa costruzione faraonica ne è stata realizzata solamente una piccola parte, cioè metà della zona a cortile, perchè nel frattempo Marcantonio Sarego diventò vecchio ed inizio a non spendere troppo per lasciare un po’ di eredità ai suoi 15 figli. Il Palladio, constatata la ‘rozzezza’ e la difficoltà di lavorazione della pietra della Valpolicella (come commenta nel suo ‘Quarto libro dell’architettura’), pensò di lasciare quest’ultima bocciardata grossolana e di scandire lo spazio con colonne composte da rocchi di dimensioni notevoli le quali diventano l’elemento caratterizzante della struttura. Per sostenere i solai in legno del ballatoio sul quale si affacciano le stanze del primo piano egli, inoltre, progettò delle controcolonne interne sulle quali scaricano le travi di bordo degli orizzontamenti predetti. Nel complesso, un’opera moderna per il tempo nel quale fu ideata e costruita che preannuncia di qualche secolo le moderne costruzioni in pilastri e tamponamenti. Il prossimo appuntamento con i tesori di Verona e provincia è per il 27 ed il 28 settembre, protagoniste le chiese di Sant’Anastasia e Sant’Eufemia e la contrada della Chiavica; per saperne di più: www.veronalive.it.